Girandola di sostituzioni in posizioni chiave del Partito comunista cinese (Pcc). Negli ultimi giorni sono stati nominati sei nuovi segretari di Partito in altrettante aree della Cina: si tratta di funzionari che di fatto controllano province e regioni di un paese vastissimo e con 1,36 miliardi abitanti, dove, tradizionalmente, il potere locale – quello esercitato lontano da Pechino – può avere importanti ripercussioni sul centro.

Ad essere sostituiti sono stati i segretari di Partito delle regioni autonome del Tibet, del Xinjiang e della Mongolia interna e delle province dello Yunnan, Anhui e Hunan.

Gli avvicendamenti, voluti da Xi Jinping, arrivano a un anno dal 19° Congresso del Pcc (che si svolgerà nell’autunno 2017) e costituiscono un’ulteriore tappa nel consolidamento del potere del presidente che, all’indomani della sua ascesa al potere nel novembre 2012, ha lanciato una massiccia campagna anti-corruzione all’interno del Partito.

In Tibet Wu Yingjie (già vice segretario), 59 anni, sostituisce Chen Quanguo. Quest’ultimo, 61 anni, diventa segretario di partito in Xinjiang, al posto di Zhang Chunxian (membro del politburo del Pcc dal 2012). Zhang era stato spedito in Xinjiand subito dopo la sanguinosa rivolta di Urumqi del 2009: la sua sostituzione equivale a una “bocciatura”, per la sua “vicinanza” al deposto Zhou Yongkang e/o per la sua gestione dei continui disordini a opera della uigura.

Nello Yunnan – provincia al confine con Laos, Myanmar e Vietnam – Chen Hao, 62 anni, rimpiazza Li Jiheng. Nello Hunan – popolosa provincia meridionale dove Mao Zedong visse la prima parte della sua carriera di rivoluzionario – Du Jiahao, 61 anni, sostituisce Xu Shousheng. I promossi Chen e Yu hanno lavorato assieme a Xi Jinping quando quest’ultimo, nel 2007, era segretario di Partito a Shanghai.

Nella Mongolia interna il nuovo segretario di Partito è Li Jiheng (in arrivo dallo Yunnan), che sostituisce Wang Jun.

Infine nello Anhui il nuovo segretario del Pcc è Li Jinbin, 61 anni, che prende il posto di Wang Xuejun.