Pechino confisca i passaporti degli uiguri nelllo Xinjiang

 

 Il governo cinese sta confiscando tutti i passaporti della popolazione dello Sinkiang motivando il gesto come una lotta al terrorismo. L’ordine di consegnare i propri passaporti alle autorità è stato pubblicato già da diverse settimane sotto la minaccia che chi non ubbidisce non avrà mai più il permesso di viaggiare all’estero. Alcune direttive della polizia di Shihezi, poi scomparse dal loro sito web, stabilisce che il ritiro dei documenti di viaggio avvenga entro il prossimo febbraio.

Il World Uighur Congress ha denunciato la mossa come un ulteriore passo verso l’emarginazione della popolazione uigur. Secondo alcune fonti, nel giugno scorso, le autorità cinesi hanno obbligato gli uigur a dare campioni del loro Dna alla richiesta di nuovi passaporti.

La Cina teme che i musulmani dello Sinkiang possano potenziare alleanze con talebani in Afghanistan o in Pakistan, a sostegno delle lotte per l’indipendenza.

Sotto la motivazione “antiterrorismo”, la Cina però opprime tutta la popolazione musulmana proibendo ai giovani di partecipare alla preghiera in moschea, obbligandoli a non osservare il digiuno del Ramadan, a non far crescere la barba.

 

 

 

 

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