La Cina vieta di dare nomi islamici ai bambini

 

In Cina i bambini dello Xingjang non potranno avere nomi che ricordino l’islam. Le famiglie che trasgrediranno non potranno registrare i loro figli nei documenti familiari e i bambini non potranno avere accesso ai servizi sanitari e sociali, oltre che all’istruzione. La messa al bando di nomi come Islam, Saddam, Mecca, o  Muhammad, Medina, Arafat, è solo l’ultimo di una serie di divieti che Pechino ha imposto ai musulmani che vivono nella regione dello Xingjang. Ad esempio, recentemente agli uomini è stato vietato di portare la barba. Non solo: sono proibiti anche matrimoni e funerali religiosi al posto di quelli civili, perché considerate manifestazioni di estremismo religioso. Ai muezzin è vietato usare altoparlanti per chiamare alla preghiera e ai minori di 18 anni è vietato frequentare le moschee.

La direttrice per la Cina di Human Rights Watch, Sophie Richardson, ha definito queste nuove politiche “una violazione sfacciata delle libertà di credo e di espressione garantite a livello statale e internazionale”.

 

 

 

 

 

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