Cina: Giornata internazionale delle vittime di sparizioni forzate, si esca allo scoperto riguardo gli Uiguri scomparsi

 

Nella Giornata Internazionale delle vittime di sparizioni forzate (30 agosto) delle Nazioni Unite, UHRP chiede al governo cinese di uscire allo scoperto sul caso degli uguiri scomparsi dopo gli scontri del 2009 a Urumchi e di rivelare dove siano gli studenti uiguri forzati a rientrare dall’Egitto.

“È giunto il momento per le autorità cinesi di dimostrare la propria responsabilità sulle sparizioni forzate avvenute a Urumchi nel 2009. Quest’argomento non riguarda solo la responsabilità dello Stato, ma anche la moralità del governo cinese. La sparizione di individui per mano dello Stato costituisce uno degli abusi dei diritti umani più violenti. La Cina deve riconoscere la responsabilità delle proprie azioni e riconoscere adeguate ricompense alle vittime e alle loro famiglie”, ha dichiarato il direttore di UHRP, Omer Kanat.

Il signor Kanat ha aggiunto: “Gli episodi di sparizioni forzate tra gli uiguri non sono finiti con gli avvenimenti di Urumchi. Quest’anno, sono stati fatti rientrare forzatamente gli studenti uiguri in Egitto, e, da quel momento, non è stata comunicata alcuna informazione su dove si trovino e sulle loro condizioni. Tali azioni costituiscono una violazione dei diritti umani fondamentali di questi individui e, il fatto che la Cina non stia rispettando le norme internazionali sui diritti, non dovrebbe essere sottovalutato dalla comunità internazionale”.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata Internazionale delle Vittime delle Sparizioni Forzate nel 2010 e la sua commemorazione mette in evidenza le conseguenze sociali di lunga durata delle sparizioni forzate. Le Nazioni Unite scrivono: “La sparizione forzata è stata spesso utilizzata come strategia per diffondere il terrorismo all’interno della società. La sensazione di insicurezza generata da questa pratica non si limita ai familiari più vicini degli scomparsi, ma riguarda anche le loro comunità e la società nel suo complesso”.

A otto anni dai disordini di Urumchi rimangono ancora molte domande sulle scomparse forzate degli uiguri. Una relazione rilasciata da Human Rights Watch nell’ottobre 2009 ha documentato operazioni di rastrellamento su larga scala condotte dalle forze di sicurezza in due aree di Urumchi, prevalentemente uigure, dal 6 luglio. La relazione di Human Rights Watch ha registrato sparizioni forzate di 43 uomini uiguri. Brad Adams, direttore dell’area Asia di Human Rights Watch, ha definito le sparizioni documentate come “la punta dell’iceberg”.

In un rapporto del 2013, UHRP ha raccolto materiale sugli uiguri scomparsi a seguito degli arresti di Urumchi 2009, comprese testimonianze raccolte dal Servizio Uiguro di Radio Free Asia. Il rapporto del 2013 ha indicato le seguenti persone come scomparse:

Imammemet Eli

Abahun Supur

Turghun Obulqasim

Memetabla Abdureyim

Zakir Memet

Muhtar Mehet

Tursunjan Tohti

Alim Abdureyim

Memet Barat

Alimjan Heyrulhaji

Amantay Jumatay

Memtimin Yasin

Eysajan Emet

Bekri Tohti

Abdugheni Eziz

Abdusemet Ablet

Nabijan Eli

Abdureyim Sidiq

Tursunjan Tohti

Yusup Turghun

Emetjan Juma

Turdimemet Tursunniyaz

Abdureyim Abla

Juma Tursun

Abdureyim Qadir

Alimjan Bekri

Abdulla Sulayman

Abliz Qadir

Nel 2017, le autorità egiziane hanno cominciato a riunire gli studenti uiguri al Cairo su richiesta della Cina. Secondo un rapporto di Radio Free Asia (RFA) datato 7 luglio 2017, oltre 200 studenti sono stati detenuti indiscriminatamente. Nello stesso rapporto, RFA ha parlato con gli uiguri in Egitto che hanno espresso timori per il loro ritorno in Cina, perché “tutti quelli che sono tornati in Cina negli ultimi mesi, sono scomparsi senza lasciare alcuna traccia”. In una dichiarazione del 7 luglio 2017 Human Rights Watch ha sottolineato il diritto legale degli uiguri a rimanere in Egitto e la negazione della rappresentanza legale da parte delle autorità. Human Rights Watch ha aggiunto: “I casi di detenzione arbitraria in Cina, di tortura e di scomparsa forzata degli uiguri, nonché la natura politicizzata dei procedimenti giudiziari nei passati casi di rimpatrio forzato, solleva serie preoccupazioni che, se deportati, questi individui saranno a rischio tortura e altri maltrattamenti”.

UHRP chiede alla Cina di rivelare dove i suddetti Uiguri e gli uiguri obbligati a rientrare dall’Egitto si trovino e le loro condizioni. UHRP chiede inoltre alla Cina di rispettare gli standard internazionali in materia di diritti umani che proteggono gli individui dalla sparizione forzata. UHRP ritiene che si debba applicare la pressione internazionale sulla Cina affinché firmi e ratifichi la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata; affinché ratifichi la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici e realizzi i diritti descritti nella Dichiarazione sui diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche.

 

 

 

 

 

 

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