Da dove vengono le armi dell’Isis

La Cina sostiene segretamente il terrorismo? 

 

Fucili, munizioni, materiali per fabbricare esplosivi, detonatori e inneschi. Per oltre tre anni Isis ha tenuto sotto controllo parte dell’Iraq e della Siria grazie ad un vero e proprio arsenale. Ora, un rapporto realizzato dalla ong britannica Conflict armament reserarch, dopo oltre due anni di lavoro sul campo e nelle retrovie della frontline in Siria e in Iraq, ricostruisce nel dettaglio la provenienza delle armi.

 

           ( Fucile cinese )

«Il 90 per cento delle oltre 40 mila armi che abbiamo analizzato proviene dalla Cina ( 43,5 %), dalla Russia ( 9,6 %) e dai Paesi dell’Est Europa», nota Damien Spleeters, a capo del team di ricerca. Per quanto riguarda la Russia, si tratta di armi che risalgono al periodo immediatamente successivo al crollo del muro (la maggior parte se si analizza l’arsenale da un punto di vista temporale). Ma se si parla di Cina, analizzando i numeri di serie, si scopre che sono armi relativamente nuove. A giocare a favore delle armi cinesi, i prezzi più bassi e il boom della produzione che ha portato il Paese al terzo posto dell’export di armi a livello mondiale. 

 

 

 

 

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