Migliaia a Bruxelles per protestare contro le detenzioni di massa degli uiguri

 

Quasi 2.000 persone di etnia uigura hanno marciato 28 aprile venerdì a Bruxelles, sede politica dell’Unione europea, per richiamare l’attenzione sulla difficile situazione di centinaia di migliaia di uiguri detenuti da Pechino nei campi di rieducazione politica, nello Xinjiang.

I manifestanti provenivano da tutta Europa, dall’Australia, dal Giappone e dalla Turchia, mentre altre proteste si sono svolte venerdì a Washington DC, in Canada, in Australia e in Giappone.

Il presidente del World Uyghur Congress di Monaco, Dolkun Isa, dopo la marcia di venerdì ha dichiarato: “questo è solo l’inizio e questa protesta mostra il completo risveglio e l’unità del popolo uiguro. Siamo qui per chiedere all’UE, alle Nazioni Unite, agli Stati Uniti e alla comunità internazionale di sollevare il caso del quasi un milione di uiguri detenuti in via del tutto illegale dalle autorità cinesi. Esortiamo l’Unione europea ad agire a nome del popolo uiguro e siamo qui per inviare il messaggio chiaro al governo cinese che non importa in che modo reprime il popolo uiguro, non potrà mai schiacciare il nostro spirito di libertà, democrazia e i diritti umani”.

La leader del popolo uiguro Rebiya Kadeer, ex presidente della WUC, ha detto che la protesta di venerdì era stata raggruppata “dalle lacrime del nostro popolo”. Stiamo andando a salvare la nostra gente nei campi. Nel 21° secolo, non c’è stato nessun altro governo tranne la Cina che ha rinchiuso un milione di persone nei campi di concentramento”.

 

 

 

 

 

 

 

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