Un'altra Tibet della Cina

 


 

Perché si parla tanto dei tibetani e poco degli uiguri?

Sia l’annessione cinese del Tibet che quella della Turkestan Orientale risalgono al 1949 ed entrambe le regioni sono popolate da minoranze religiose. Ma, mentre i buddisti tibetani godono del sostegno della società civile internazionale e hanno un leader di riferimento come il Dalai Lama, gli uiguri pagano la diffidenza del mondo occidentale verso l’integralismo islamico.

 Ma chi sono gli Uiguri? Per cosa protestano?

La maggioranza degli appartenenti alla tribù Uigura vive nella Turkestan Orientale, sconfinata regione autonoma della Cina occidentale che racchiude quasi un sesto del territorio cinese.
Nel momento del suo massimo potere, nel nono secolo, l’impero Uiguro si estendeva dal Mar Caspio fino alla Cina Orientale.

Il popolo Uiguro ha provato diverse volte durante il XX secolo a costituirsi in una repubblica indipendente ma nel 1949 è stato definitivamente annesso alla Repubblica Popolare Cinese.
Dopo l’annessione, il governo centrale cinese ha indirizzato pesanti flussi di immigrazione dell’etnia Han verso la regione della Turkestan Orientale e, dal 1950, la popolazione Han è cresciuta dal 5%  al 40% nella zona degli Uiguri.
Sebbene negli ultimi anni la regione della Turkestan Orientale abbia visto crescere e moltiplicare la sua ricchezza, gli abitanti di etnia Uigura hanno maturato un crescente disprezzo nei confronti del governo centrale di Pechino.
In seguito ad una protesta uigura del 1990 il Partito Comunista ha aumentato la politica di “colonizzazione” della Turkestan Orientale , spendendo nella zona sempre più cinesi di etnia Han e, inoltre, ha stabilito una sorta di regime militare nella regione.
La maggioranza degli Uiguri è di fede musulmana, più precisamente Sunnita, con influssi di tradizione e folklore locale.
L’Islam Uiguro è caratterizzato da estrema moderazione sulle tematiche sociali anche se negli ultimi decenni si sono instaurate delle correnti più fondamentaliste, alimentate da studenti delle Madrasse del Pakistan e dell’Asia centrale.
Il movimento indipendentista Uiguro ha assunto connotazioni marcatamente islamiche dal 1980. Fino ai giorni d’oggi non ci sono notizie della presenza di militanti Islamici fondamentalisti nella zona.

Il governo cinese regola severamente la pratica religiosa e perfino la nomina dei vertici religiosi.
Gli Uiguri sono famosi per i loro lavori di fine artigianato, soprattutto nel campo degli strumenti musicali. Il più classico è il rawab, uno strumento a corda.
Una delle ultime imposizioni del governo centrale su quest’antica tribù è l’obbligo di frequentare scuole cinesi, dove viene insegnato il linguaggio cinese a scapito dell’idioma di derivazione turca parlato dagli Uiguri. Un altro modo per farli scomparire.
Le città Uigure, in particolar modo Kashgar, erano importanti avamposti lungo la Via della Seta per oltre 2000 anni, ma negli ultimi decenni la popolazione locale è stata estromessa economicamente ed esclusa dalla crescente prosperità della Turkestan Orientale . Gli appartenenti alla tribù sono stati infatti confinati a lavori di manovalanza nell’agricoltura e nella pastorizia, le cui redini sono in mano alla popolazione Han.
I gruppi di difesa dei diritti umani sono sicuri che la Cina stia esagerando e stia volutamente proponendo al mondo un’immagine distorta di atti di disobbedienza civile spontanei e non legati a trame globali di terrorismo.
Il movimento indipendentista Uiguro ha ricevuto ben poca attenzione dai media occidentali, molta meno del vicino Tibet, ma il suo profilo va crescendo negli anni.
Il governo centrale fa enormi sforzi per zittire le proteste, ma il risultato sono solo più e più scontri, di sempre maggiore entità.

Gli Uiguri al centro di equilibri di forza internazionali

La Turkestan Orientale  è considerato da Pechino una zona altamente strategica e di fondamentale importanza per due motivi: in primo luogo in quanto confinante con Russia, Mongolia , Kazakistan, Kirghizistan, Tagikestan, Pakestan, Afghanistan,Kashmir, India e Tibet; inoltre il territorio, un tempo utilizzato per test nucleari, si è rivelato essere ricchissimo di risorse energetiche. Il Governo sta quindi incoraggiando la migrazione di massa di Han nella regione, tentando inoltre di convincere nativi uiguri ad abbandonare la zona.
All'inizio del 2008 è stata avviata la costruzione del gasdotto WEPG 2, con una stima di 30 miliardi di metri cubi annui, alimentato dalla pipeline tra Turkmenistan e Cina; la Turkestan Orientale  è anche al centro del prolungamento della rotta trans-pakistana prevista dal progetto bilaterale tra Iran e Pakistan.
Nel 2008 nella regione si sono prodotti 27,4 milioni di tonnellate di greggio, oltre ad aver fornito un terzo del fabbisogno nazionale di gas .

La Turkestan Orientale è al centro di una guerra fredda tra superpotenze: un disegno teso ad indebolire l'inarrestabile progresso cinese sulla scena internazionale. La questione uigura vede coinvolti più o meno direttamente, oltre alla Cina, almeno altri tre paesi: Russia, Stati Uniti e Turchia.


La Russia appoggia apertamente la Cina: un eventuale successo uiguro, e islamico, avrebbe dei riflessi devastanti sulla fragilissima coesione territoriale della Federazione, nel Caucaso in primis. Mosca considera la faccenda come una questione interna alla Cina, invitando altri paesi a non intervenire.


Gli Stati Uniti appoggiano apertamente l'opera della Rabiye Kadeer, denunciando in più sedi le gravi violazioni dei diritti umani di Pechino.


Ma la posizione più delicata è indubbiamente quella della Turchia: il Primo Ministro Erdogan si trova nella difficile posizione di condannare le repressioni nei confronti dei "fratelli" uiguri, cercando però di evitare di indispettire i Cinesi. Sollecitato dall'opinione pubblica e dagli esuli uiguri, Erdogan si è spinto fino a parlare di "genocidio", sollevando le accese proteste di Pechino. La Turchia non può ovviamente sostenere apertamente i gruppi separatisti, pena i preziosi accordi economici con la Cina; si aggiungerebbe inoltre un pericoloso precedente che avallerebbe le mire secessioniste curde.

 

 

 

Altri problemi

 

 

 

Share
Power by: Arslan Rahman