Intervista

Intervista con Rabiya Kadeer a Roma

 

 

 

Rabiya kadeer è considerato come uno dei 500 musulmani più influenti

 

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Rabiya kadeer è considerato come uno dei 500 musulmani più influenti; una distinzione rara per una donna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La guerriera gentile. Una donna in lotta contro il regime cinese

 La guerriera gentile. Una donna in lotta contro il regime cinese

 

Edito da Corbaccio, 2009

di Alexandra Cavelius

Quarta di copertina

Rebiya Kadeer, la più nota dissidente della Cina, si racconta in questo libro che è un'autobiografia e una fotografia lucida e impietosa di un regime spietato. Ha assistito al fallimento disastroso del grande balzo in avanti, ha subito la rivoluzione culturale, con la famiglia di etnia uiguri e religione musulmana è stata cacciata più volte dalla propria terra e più volte ha dovuto ricominciare tutto daccapo. Da semplice lavandaia è diventata imprenditrice e miliardaria: è stata a lungo il simbolo della donna emancipata nella Cina convertita al neocapitalismo e ha partecipato alla Quarta conferenza mondiale sulle donne dell'ONU di Pechino nel 1995. Ma da quando si è rifiutata di dissociarsi dalle parole del marito, dissidente ed esule negli Stati Uniti, Rebiya Kadeer è stata sottoposta a una feroce persecuzione e i suoi undici figli hanno subito ritorsioni e rappresaglie. Imprigionata, ha trascorso in carcere cinque anni, fino al 2005, quando è stata rilasciata in seguito a un accordo con gli Stati Uniti, dove attualmente risiede insieme al marito e a sei figli, e da dove continua a tenere alta l'attenzione sulle violazioni dei diritti umani da parte della Cina. Candidata tre volte al premio Nobel, nel 2004 ha ricevuto il premio Rafto per i diritti umani.

 

 

 

PREMIO INTERNAZIONALE ALLA LIBERTA VIII edizione

PREMIO INTERNAZIONALE ALLA LIBERTA VIII edizione

Lucca – Piazza San Martino
18 giugno 2010, ore 21

I Premiati
Ricerca Scientifica  -  Gorge V. Coyne
Astrofisico, già direttore della Specola Vaticana
Giornalismo  -  Ettore Mo
Inviato del Corriere della Sera
Cultura  -  Gabriella Battaini Dragoni
Direttore Generale del Consiglio d'Europa
Arte  -  Ferdinando Scianna
Fotografo di fama internazionale
Premio Speciale alla Libertà  -  Rebiya Kadeer
Leader mondiale del popolo Uyghuri

 Rebiya Kadeer

  Nata nel 1946 ad Altay  è una leader nel campo dei diritti umani, attiva portavoce del Popolo Uyghuro, che vive nel Turkestan Oriental(conosciuto come Regione Autonoma dello XinjiangUyghuro), nel Nordovest della Cina. Imprenditrice affermata, negli anni 90 veniva considerata la settima donna più ricca della Repubblica Cinese, dove fondò un’impresa commerciale e dei grandimagazzini a Urumchi. Ha lavorato per dare aiuto ed opportunità agli Uyghuri svantaggiati e nel 1997, diede origine al “Movimento delle Mille Madri”, con l’obiettivo di permettere alle donne uyghure di fondare una propria impresa. Deputata del Congresso Nazionale del Popolo e della Conferenza. Consultiva Politica del Popolo Cinese partecipò come rappresentante cinese alla Quarta Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite nel 1995. Inizialmente indicata come un modello di altruismo e di successo degli Uyghuri, perse il favore del governo cinese per aver fatto pressione affinchè abbandonasse le politiche repressive nei confronti degli Uyghuri del Turkestan Orientale e le restrizioni discriminatorie delle loro espressioni culturali e religiose. Nel 1997 fu privata del suo status di membro del Congresso Nazionale del Popolo e della Conferenza Consultiva Politica e le venne negato il diritto di recarsi all’estero. Fu arrestata nel 1999, mentre stava per incontrare una delegazione del Congresso degli Stati Uniti in visita nel Turkestan Orientale. Nel 2000, a seguito di un processo segreto, fu condannata ad otto anni di reclusione, di cui due di isolamento, fu testimone di brutali torture e maltrattamenti su altri detenuti.
Il caso di Rebiya Kadeer si è imposto all’attenzione internazionale quando Amnesty International e Human Rights Watch hanno denunciato pubblicamente il suo caso e richiesto con forza la sua liberazione. Nel 2000, Human Rights Watch le assegnò il riconoscimento più alto in materia di diritti umani. Nel 2004, la Rafto Foundation l’ha premiata con il Rafto Award. Il 17 marzo 2005, tre giorni prima di una visita a Pechino del Segretario di Stato americano Condoleezza Rice, fu rilasciata, ufficialmente per ragioni di salute, e riparò negli Stati Uniti, dove ottenne lo status di rifugiata. Due dei suoi figli, Alim e Ablikim Abdureyim, stanno scontando lunghe condanne in carcere e altri membri della sua famiglia sono stati frequentemente perseguitati. Fin dal suo arrivo negli Stati Uniti, Rebiya Kadeer si è prodigata attivamente per i diritti umani del popolo uyghuro.
Designata come Premio Nobel per la Pace nel 2006, 2007 e 2008, non ha ottenuto il riconoscimento a seguito delle pressioni esercitate dal governo cinese. Considerata come la “madre spirituale” del popolo uyghuro, nel 2005, ha fondato la Fondazione Internazionale per i Diritti Umani e la Democrazia degli Uyghuri.
Nel 2006, è stata eletta Presidente dell’Associazione Americana degli Uyghuri, con sede a Washington, da dove lavora per promuovere il diritto del popolo uyghuro ad usare mezzi pacifici e democratici per determinare il proprio futuro politico. Nel 2006, è stata eletta Presidente del Congresso Mondiale Uyghuro, che rappresenta gli interessi collettivi della diaspora uyghura nel mondo.

 

 

Uigure: donne nella Mezzaluna cinese

Intervista con la dissidente uigura Rebiya Kadeer

di Elena Caprioni

Introduzione

Rebiya Kadeer: imprenditrice e attivista politica, tesa a salvaguardare i diritti delle donne e della sua etnia di appartenenza (Uigura) nella regione più nord-occidentale della Cina. In passato, ha contribuito in modo efficace al miglioramento della condizione della donna, tanto che lo stesso Governo cinese nel 1995 l'ha nominata rappresentante del Xinjiang presso la Conferenza consultiva politica del popolo cinese, e inclusa nella delegazione alla Conferenza mondiale sulle donne delle Nazioni Unite. Nel 1996, ha fondato il Movimento delle mille madri finalizzato ad aiutare lo sviluppo economico-sociale delle donne uigure.
Questo rapporto idilliaco è durato fino al 1999, quando è stata arrestata dalla pubblica sicurezza cinese per aver svelato "segreti di Stato", e condannata a 7 anni di carcere, poi ridotti a 6 per buona condotta. Il suo rilascio è avvenuto alla vigilia della visita ufficiale a Pechino di Condoleezza Rice, proprio quando l'America rendeva noto di non voler presentare una mozione critica alla Cina presso la Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite di Ginevra.
La donna, attualmente, si trova a Washington DC e lavora in un'organizzazione fondata dal marito per le libertà civili e l'indipendenza degli Uiguri. E' stata candidata al premio Nobel per la pace (ottobre 2006-Oslo), nonostante il Ministro degli Affari Esteri cinese, Qin Gang, l'abbia accusata di avere legami con i "terroristi" del Xinjiang. A tal proposito, il vice-ministro degli Esteri cinese, Zhang Yesui, ha affermato che i rapporti tra i due Paesi si sarebbero deteriorati a causa di un'eventuale assegnazione del Nobel all'attivista uigura. Il 13 ottobre 2006, Muhammad Yunus (inventore del microcredito che finanza i diseredati del sud-est asiatico) riceve il Nobel per la pace a Oslo. Ingaggiata in numerose interviste e dibattiti, è diventata simbolo di libertà e speranza per il popolo uiguro.

Intervista

1. Dove e quando è nata e cresciuta?
Sono nata nella regione Altai nel 1946. In quel periodo, la popolazione urbana era prevalentemente uigura, mentre quella rurale era quasi esclusivamente kazaka. Non erano, invece, presenti cinesi di etnia Han, tesi a sinizzare la nostra Regione. Ho avuto, così, l'opportunità di crescere secondo le tradizioni del mio popolo.
2. Come crede i suoi genitori abbiano influenzato il suo carattere?
Ho vissuto in una famiglia serena dove il rispetto era alla base del rapporto tra i miei genitori. Mio padre era un piccolo imprenditore e si occupava, inoltre, della nostra educazione: era solito raccontarci la storia del popolo uiguro e le regole da seguire al fine di essere veri rappresentanti della nostra etnia. Mia madre era un' eccellente casalinga, il cui dovere era servire mio padre e noi figli: si prendeva cura dei bimbi, cucinava pasti gradevoli, invitava amici e organizzava feste. Le piaceva vestire bene e truccarsi. Dopo l'invasione Han, la politica cinese forzò uomini e donne a vestire allo stesso modo, ma lei non cambiò mai il suo stile. In sostanza, potrei dire che loro hanno influenzato il mio carattere insegnandomi soprattutto usi e costumi del popolo uiguro.
3. Quali erano i diritti delle donne prima e dopo l'"invasione cinese"?
Prima dell'occupazione cinese, nel Turkestan Orientale il popolo uiguro godeva di diritti sociali, era ospitale verso gli stranieri, rispettava tutti i componenti della società, soprattutto donne e bambini. Le donne, ad esempio,

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