PREMIO INTERNAZIONALE ALLA LIBERTA VIII edizione

PREMIO INTERNAZIONALE ALLA LIBERTA VIII edizione

Lucca – Piazza San Martino
18 giugno 2010, ore 21

I Premiati
Ricerca Scientifica  -  Gorge V. Coyne
Astrofisico, già direttore della Specola Vaticana
Giornalismo  -  Ettore Mo
Inviato del Corriere della Sera
Cultura  -  Gabriella Battaini Dragoni
Direttore Generale del Consiglio d'Europa
Arte  -  Ferdinando Scianna
Fotografo di fama internazionale
Premio Speciale alla Libertà  -  Rebiya Kadeer
Leader mondiale del popolo Uyghuri

 Rebiya Kadeer

  Nata nel 1946 ad Altay  è una leader nel campo dei diritti umani, attiva portavoce del Popolo Uyghuro, che vive nel Turkestan Oriental(conosciuto come Regione Autonoma dello XinjiangUyghuro), nel Nordovest della Cina. Imprenditrice affermata, negli anni 90 veniva considerata la settima donna più ricca della Repubblica Cinese, dove fondò un’impresa commerciale e dei grandimagazzini a Urumchi. Ha lavorato per dare aiuto ed opportunità agli Uyghuri svantaggiati e nel 1997, diede origine al “Movimento delle Mille Madri”, con l’obiettivo di permettere alle donne uyghure di fondare una propria impresa. Deputata del Congresso Nazionale del Popolo e della Conferenza. Consultiva Politica del Popolo Cinese partecipò come rappresentante cinese alla Quarta Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite nel 1995. Inizialmente indicata come un modello di altruismo e di successo degli Uyghuri, perse il favore del governo cinese per aver fatto pressione affinchè abbandonasse le politiche repressive nei confronti degli Uyghuri del Turkestan Orientale e le restrizioni discriminatorie delle loro espressioni culturali e religiose. Nel 1997 fu privata del suo status di membro del Congresso Nazionale del Popolo e della Conferenza Consultiva Politica e le venne negato il diritto di recarsi all’estero. Fu arrestata nel 1999, mentre stava per incontrare una delegazione del Congresso degli Stati Uniti in visita nel Turkestan Orientale. Nel 2000, a seguito di un processo segreto, fu condannata ad otto anni di reclusione, di cui due di isolamento, fu testimone di brutali torture e maltrattamenti su altri detenuti.
Il caso di Rebiya Kadeer si è imposto all’attenzione internazionale quando Amnesty International e Human Rights Watch hanno denunciato pubblicamente il suo caso e richiesto con forza la sua liberazione. Nel 2000, Human Rights Watch le assegnò il riconoscimento più alto in materia di diritti umani. Nel 2004, la Rafto Foundation l’ha premiata con il Rafto Award. Il 17 marzo 2005, tre giorni prima di una visita a Pechino del Segretario di Stato americano Condoleezza Rice, fu rilasciata, ufficialmente per ragioni di salute, e riparò negli Stati Uniti, dove ottenne lo status di rifugiata. Due dei suoi figli, Alim e Ablikim Abdureyim, stanno scontando lunghe condanne in carcere e altri membri della sua famiglia sono stati frequentemente perseguitati. Fin dal suo arrivo negli Stati Uniti, Rebiya Kadeer si è prodigata attivamente per i diritti umani del popolo uyghuro.
Designata come Premio Nobel per la Pace nel 2006, 2007 e 2008, non ha ottenuto il riconoscimento a seguito delle pressioni esercitate dal governo cinese. Considerata come la “madre spirituale” del popolo uyghuro, nel 2005, ha fondato la Fondazione Internazionale per i Diritti Umani e la Democrazia degli Uyghuri.
Nel 2006, è stata eletta Presidente dell’Associazione Americana degli Uyghuri, con sede a Washington, da dove lavora per promuovere il diritto del popolo uyghuro ad usare mezzi pacifici e democratici per determinare il proprio futuro politico. Nel 2006, è stata eletta Presidente del Congresso Mondiale Uyghuro, che rappresenta gli interessi collettivi della diaspora uyghura nel mondo.

 

 

Share
Power by: Arslan Rahman