La Cina taglia i vestiti lunghi alle donne uigure

 

 

Funzionari della regione del Xinjiang, tagliano le gonne lunghe alle donne uigure per le strade. Questi indumenti femminili vengono considerati sovversivi e questa è l’ennesima provocazione sta scatenando una protesta tra gli uiguri in tutto il mondo che viene considerata un esempio di come il governo cinese entra arbitrariamente con metodi deleteri nella loro nelle loro vite.

Gli uiguri si trovano già ad affrontare severe restrizioni governative per quanto riguarda la lunghezza della barba sul viso degli uomini, i riti funebri e gli oggetti sacri.

Le restrizioni alle pratiche islamiche e i freni alla cultura e alla lingua del popolo uiguro, inclusi i video e la musica, hanno presumibilmente lo scopo di combattere l’estremismo religioso.

Gli uiguri asserendo che il divieto imposto alle gonne lunghe, indossate per avere maggiore comfort durante le giornate calde estive, e che non hanno alcun legame con l’Islam, semplicemente aggiungono la beffa al danno.

Dilxat Raxit, portavoce del World Uyghur Congress, che rappresenta la minoranza etnica del gruppo uiguro oltreoceano dichiara a Radio Free Asia che: “Questa campagna in sé è estrema e non ha nulla a che fare con l’estremismo religioso e questo non è il modo di “civilizzare” nessun popolo al mondo. Questo è un attacco alle donne uigurie, alla dignità umana e allo stile di vita degli uiguri, e creerà solo più tensione nel Turkestan orientale. In nessuna parte del mondo un governo si impegna a tagliare gli abiti delle donne. Questo è assolutamente ridicolo”.

“La comunità internazionale non dovrebbe permettere alla Cina di umiliare le donne uigure in tal modo, in nome della promozione di una vita civile e cultura civica nell’età moderna e contemporanea” ha aggiunto Raxit.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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