Bambini uiguri indottrinati nei campi

 

Un milione di musulmani uiguri è in carcere per essere rieducato. E i loro figli? Sono rinchiusi nelle “scuole” della propaganda cinese han

 

 

 

I figli degli uiguri internati sono ospitati in scuole materne denominate Loving Heart e in altri istituti scolastici dello Xinjiang. Sono tenuti costantemente sotto controllo e ricevono istruzione esclusivamente in lingua cinese. Di norma le cancellate in ferro delle strutture Loving Heart sono saldamente chiuse, le mura che le circondano sono protette con il filo spinato e l’accesso è strettamente sorvegliato. I bambini hanno poche possibilità di uscire e possono vedere i genitori solo una volta al mese in videochiamata. Secondo quanto riferito da un insegnante, i bambini piangono sempre dopo aver parlato con i genitori in video.

«Loving Heart», cioè “Cuore amorevole”, è l’eufemismo usato dalle autorità per nascondere la vera natura di queste strutture. Nello Xinjiang queste denominazioni sono comuni.

Dal momento che nella regione oltre un milione di uiguri sono rinchiusi nei campi per la “trasformazione attraverso l’educazione” sempre più bambini vengono privati delle cure dei genitori. C’è persino un nome specifico per le famiglie in cui padre e madre sono in prigione: «famiglie con due detenuti».

Bitter Winter ha già riferito di una casa rifugio nella nuova area cittadina della contea di Qapqal, nella Prefettura autonoma kazaka di Ili. “Casa rifugio” è un altro eufemismo usato dalle autorità per indicare le strutture abitative in cui vengono indottrinati i bambini i cui genitori sono stati arrestati.

Questa casa rifugio è entrata in funzione in agosto. A differenza di quanto avviene nelle scuole normali, i visitatori che entrano in queste strutture devono registrare le proprie generalità in una speciale camera di sicurezza e sottoporre i propri oggetti personali a un controllo scrupoloso.

Posti di vedetta seriamente sorvegliati, filo spinato sulle mura, telecamere di sorveglianza, elmetti e attrezzature antisommossa nella prima camera del dormitorio dimostrano che non si tratta di scuole normali. Nel dormitorio è appesa una mappa della Cina, e le pareti sono coperte di slogan propagandistici, come «Sono cinese. Amo il mio Paese» e «Segui sempre il partito». Cose familiari. Ricordano quel che si vede dentro i campi per la “trasformazione attraverso l’educazione”.

Il governo assegna persino un istruttore militare per addestrare militarmente i bambini sin da piccoli.

Sebbene la casa rifugio sia dotata di una gamma completa di attrezzature, la cosa non compensa il dolore dei bambini per la perdita dei genitori.

Secondo un’insegnante, non appena arriva la sera i bambini piangono perché vorrebbero andare a casa a vedere mamma e papà. Per questi insegnanti impiegati con la forza dal governo è un problema grosso.

Uno di loro ha dichiarato: «Molti insegnanti sono esausti. Non c’è soluzione. Indipendentemente dal fatto che una persona sia cinese han o uigura, se dice qualcosa di sbagliato viene mandato a “studiare” per un periodo di tempo indefinito, deve lasciare la casa incustodita e suo figlio viene mandato in questa casa di accoglienza per essere istruito. La politica di quest’anno consiste nel mantenere la stabilità invece di lavorare».

Il disagio emotivo non è un fenomeno isolato. Un insegnante che in precedenza lavorava in una “casa del benessere” (simile a una casa di riposo) nella città di Bole ha riferito a Bitter Winter che oltre 200 bambini uiguri ospitati in quella struttura soffrivano di sbalzi di umore. Alcuni di loro hanno persino tentato di ingerire detersivi per il bucato o d’ingoiare ossa di pesce per farsi del male. E alcuni avrebbero anche domandato: «Questa [casa del benessere] è una prigione»?

Un ufficiale carcerario dello Xinjiang ha detto: «Per l’istruzione dei bambini appartenenti a minoranze etniche, il governo ha organizzato un’educazione rigida e isolata. Con agenti della sicurezza pubblica come insegnanti, i giovani uiguri sono costretti a studiare seguendo un programma standard stabilito dal governo: devono parlare cinese, mangiare carne di maiale, indossare abiti han e vivere secondo le abitudini e la tradizione del popolo han. Sono costretti a vivere in questo ambiente senza contatti con il mondo esterno. Indottrinati da questa pesante istruzione obbligatoria, i bambini appartenenti alle minoranze etniche diventano inconsciamente docili al governo del PCC».

 

Nel corso del 2017 lo Xinjiang si è riempito di scuole cosiddette Loving Heart e di campi per la “trasformazione attraverso l’educazione”. Secondo le informazioni raccolte, nella sola contea di Lop sono stati costruiti 11 asili nido (per bambini da 1 a 3 anni) e nove scuole materne (da 3 a 6 anni). Nelle scuole medie inferiori e superiori sono state istituite sette classi Loving Heart di scuola materna a tempo pieno. Tra queste, la Xinhua conta 150 giovani alunni di età compresa tra 1 e 3 anni. L’asilo Yudu ospita oltre 500 bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni. La scuola elementare Numero 3 della contea di Lop è frequentata da oltre 900 bambini (di età compresa tra i 7 e i 16 anni) appartenenti a «famiglie con due detenuti». Nella sola contea di Lop sono tenuti in custodia 2.000 bambini.

Mentre l’intervista si avviava a conclusione, numerosi bambini uiguri venivano mandati nella casa rifugio della contea di Qapqal. Tra questi i più grandi hanno 17 o 18 anni e i più piccoli solo tre anni. Mentre attendevano di essere registrati, i bambini sembravano guardare lontano con espressioni enigmatiche. Forse era il loro ultimo momento di libertà prima dell’indottrinamento statale.

 

 

 

 

 

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