La persecuzione degli intellettuali nella regione uigura continua

 

 

 

Dall’aprile 2017, il governo cinese ha internato, imprigionato o fatto sparire con la forza almeno 338 intellettuali come parte del suo intenso assalto agli uiguri e sterminio della loro cultura nel Turkestan orientale.

E’ stata confermata la morte in questo periodo di cinque detenuti, ma il vero numero di intellettuali che sono morti nei campi, o morti immediatamente dopo il rilascio, è sconosciuto, dato il velo di segretezza e paura.

Decine di intellettuali inoltre stanno scontando dure condanne pronunciate prima dell’ aprile 2017.

I risultati del rapporto UHRP sollevano una questione etica fondamentale per le università al di fuori della Cina.

In un momento in cui lo stato ha gettato almeno 338 studiosi e studenti in campi di concentramento etnico, possono continuare gli scambi e la cooperazione accademica con le istituzioni statali in Cina?

Il ‘Progetto Diritti Umani per gli Uighuri’ (UHRP) invita università, ricercatori e programmi culturali a sospendere ogni cooperazione con il Ministero dell’Istruzione cinese fino a quando i campi non saranno chiusi, le vittime risarcite e gli autori dei reati consegnati alla giustizia.

UHRP ha raccolto informazioni per questo rapporto da diverse fonti. Il lavoro dello studioso uiguro in esilio Abduweli Ayup è stato fondamentale per allertare la comunità internazionale riguardo alla misura in cui la vita intellettuale di Uyghur è stata devastata.
UHRP è fortemente in debito con la sua ricerca.

Quelli portati via includono 96 studenti identificati come internati, imprigionati o forzatamente scomparsi e 242 studiosi, artisti e giornalisti. Tra loro destano preoccupazione le sorti di 61 insegnanti universitari e 57 tra giornalisti, editori e editori.
Uno degli intellettuali identificati è il quarantenne Mutellip Nurmehmet morto nove giorni dopo il suo rilascio da un campo di internamento. Mutellip ha conseguito due master negli Stati Uniti: in Business Administration presso la California State University e in Information Systems presso la Northeastern University.

La persecuzione di insegnanti, studiosi e artisti costituisce un tentativo di cancellare l’identità uigura in quello che lo storico James Millward ha definito una “pulizia culturale”. In commemorazione del Giorno della Memoria Internazionale dell’Olocausto il 27 gennaio, l’UHRP ricorda che la Germania nazista aveva preso di mira e sradicato leader, studiosi e professionisti ebrei nel tentativo di distruggere il sostegno intellettuale dell’identità ebraica.

La comunità internazionale deve agire con urgenza, prima che sia troppo tardi, nel condannare l’insensata persecuzione da parte del governo cinese degli intellettuali uiguri. Il rapporto è disponibile qui.

 

 

 

 

 

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