"Libertà per gli uiguri" in Cina: l'appello internazionale nel giorno di Xi a Roma

 

"L'Europa e la comunità internazionale facciano pressioni su Pechino" perchè ponga fine alle persecuzioni contro la minoranza musulmana e chiuda "immediatamente tutti i campi di internamento": decine di adesioni all'iniziativa dello European grassroots antiracist movement

 

 

Libertà per gli uiguri in Cina e stop alle violazioni dei diritti umani. Mentre è in corso la visita del presidente Xi Jingping a Roma, lo European grassroots antiracist movement e altre associazioni per i diritti umani lanciano un appello all'Europa e alla comunità internazionale perché facciano pressioni sul governo di Pechino per difendere i diritti della minoranza musulmana nella Repubblica popolare e per la "chiusura immediata di tutti i campi" di internamento dove sono detenuti gli uiguri.

"Per diversi mesi, in un'indifferenza quasi generale, il popolo uiguro ha sofferto persecuzioni di massa", si legge nell'appello firmato da decine di personalità del mondo della politica, della cultura, della diplomazia, dal premio Nobel Mario Vargas LLosa all'ex minstro degli esteri francese e fondatore di Medici senza frontiere Bernard Kouchner. 

Oltre undici milioni di persone di lingua turca e prevalentemente di religione islamica vivono nella regione dello Xinjiang, nella Cina nord-occidentale. I loro rapporti con il governo centrale cinese, che nega loro l'autonomia richiesta, sono da tempo caratterizzati da tensioni e discriminazioni. Secondo le Nazioni Unite, oltre un milione di uiguri e di persone appartenenti ad altre minoranze turcofone sono detenute arbitrariamente nei centri dello Xinjiang. 

"Diverse persone che sono state deportate parlano di torture fisiche e psicologiche. Il Comitato delle Nazioni Unite contro le discriminazioni razziali ha detto che c'è un'elevata probabilità che esistano 'campi di internamento di massa messi sotto il sigillo di segretezza'", scrivono i firmatari.

La Cina ha sempre respinto le accuse di persecuzione, sostenendo che i campi in realtà migliorano le vita degli internati e di recente sono apparsi online anche video di propaganda di uiguri "internati" che raccontano su Youtube quanto la loro vita sia cambiata in meglio. 

Le "persecuzioni" nei confronti degli uguiri, sottoliena l'appello, si sono fatte ancora più violente e "senza precedenti in conseguenza del rafforzamento del regime di Xi Jinping, che sta dispiegando il suo progetto totalitario a livello nazionale e internazionale, usando la crescente brutalità contro gli individui e le comunità che si oppongono al suo potere, come i tibetani o membri del Falun Gong".

 

Queste persecuzioni, proseguono gli attivisti, "devono anche essere collegate al desiderio di Pechino di controllare appieno le 'nuove strade della seta', un territorio chiave per lo sviluppo del progetto economico internazionale" di Pechino, "poiché molte infrastrutture legate a questo progetto devono passare attraverso la regione dello Xinjiang".

Le personalità che hanno sottoscritto l'appello chiededono alla comunità internazionale di rompere il silenzio, di impegnarsi per "la chiusura immediata di tutti i campi" e per l'adozione anche in Europa di una legislazione simile alla "Legge sulla politica dei diritti umani uiguri" presentata al Congresso degli Stati Uniti dai senatori Marco Rubio e Bob Menendez.

Questa mattina a Roma una protesta pacifica è stata messa in atto anche da una decine di esponenti della comunità tibetana in Italia e della minoranza musulmana uigura per chiedere al governo italiano di dare voce e sostegno al governo tibetano in esilio.

 

 

 

 

 

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