Quello degli uiguri è un genocidio. Lo conferma un’organizzazione indipendente

 

Il report del think tank, elaborato da più di 50 esperti di tutto il mondo, sostiene che il governo cinese ha violato le disposizioni della Convenzione sui genocidi delle Nazioni Unite: diritti umani, crimini di guerra e diritto internazionale. L’intenzione: distruggere la minoranza dello Xinjang come gruppo, in totale o in parte

 

La Cina ha violato le disposizioni della Convenzione sui genocidi delle Nazioni Unite con l’intenzione di distruggere la comunità uigura. Questo è il risultato di un report indipendente elaborato da più di 50 esperti di tutto il mondo in diritti umani, crimini di guerra e diritto internazionale.

Il documento del Newlines Institute for Strategy and Policy, think tank con sede a Washington, è stato diffuso dall’emittente americana Cnn, e accusa direttamente il governo cinese come responsabile di “un genocidio in corso contro gli uiguri”.

Si tratta del primo documento elaborato da un’organizzazione indipendente, e non da un governo, che denuncia le politiche di Pechino contro la minoranza musulmana nello Xinjang.

Azeem Ibrahim, coautore dello studio e direttore delle iniziative speciali di Newlines, sostiene che ci sono enormi prove sulla tesi di genocidio: “C’è una grande potenza globale i cui leader sono architetti di un genocidio”.

Il rapporto, basato su migliaia di testimonianze oculari e documenti ufficiali del governo cinese, avverte che è possibile parlare di genocidio, anche in assenza di uno sterminio di massa: “Le politiche e le pratiche della Cina nei confronti degli uiguri vanno viste nel loro complesso, che contempla l’intento di distruggerli come gruppo, in totale o in parte”.

Lo studio puntualizza che dal 2014 ci sarebbero circa due milioni di uiguri detenuti nei 1.400 campi di concentramento presenti nello Xinjang. Per il governo cinese si tratta di strutture necessarie per contenere l’estremismo islamico.

Il think tank denuncia che in questi centri vengono compiuti abusi sessuali, torture psicologiche e tentativi di lavaggio del cervello: “I prigionieri uiguri nei campi di internamento vengono privati delle loro necessità umane fondamentali, umiliati in modo grave e soggetti a trattamenti inumani come l’isolamento senza cibo per periodi prolungati”. Questi abusi sarebbero tra le cause del forte calo del tasso di natalità tra gli uiguri (circa il 33% in meno).

Il Newlines Institute for Strategy and Policy – prima conosciuto come Center for Global Policy – è nato nel 2019 grazie all’iniziativa di un gruppo di esperti e della Fairfax University of America. L’obiettivo: migliorare la politica estera degli Stati Uniti nell’ambito di una comprensione profonda della geopolitica di diverse regioni del mondo e il loro sistema di valori.

La Cnn ha mostrato una foto che sarebbe stata scattata il 4 giugno del 2019, in cui si vede un presunto campo di concentramento dove sono detenuti gli uiguri al nord di Akto, nella regione di Xinjiang.

E ricorda che un altro report, pubblicato l’8 febbraio da Essex Court Chambers a Londra,  è arrivato alla stessa conclusione: c’è un “caso credibile” di genocidio da parte del governo cinese.

 
 
 
 
 
 
 
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